Il messaggio di Papa Francesco

dic 20th, 2017 | By | Category: Primo Piano

Ascoltare, discernere e vivere la chiamata del Signore.

Pope Francis waves as he leaves after a Holy Mass in Carpi

E’ questo il tema del Messaggio di Papa Francesco per la 55^ Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, in programma il 22 aprile 2018, quarta domenica dopo Pasqua. Tre parole chiave, che il Santo Padre indica a Vescovi, Sacerdoti, Consacrati e fedeli per essere in grado di portare a compimento la propria missione. Questi tre aspetti, ascolto, discernimento e vita – è riportato nel messaggio – fanno da cornice all’inizio della missione di Gesù, il quale, dopo giorni di preghiera e di lotta nel deserto, visita la sua Sinagoga a Nazareth e qui si mette in ascolto della Parola, discerne il contenuto della missione affidatagli dal Padre e annuncia di essere venuto a realizzarla “oggi”.

ASCOLTARE, perché “la chiamata del Signore viene in modo silenzioso e discreto, senza imporsi alla nostra libertà”.  E’ una chiamata, quindi, che non presenta l’evidenza delle cose che si possono sentire, vedere e toccare, ma che può essere avvertita soltanto se si è predisposti a non restare chiusi in sé stessi, a proporsi all’ascolto profondo della Parola, a leggere gli eventi con gli occhi della fede e a mantenersi aperti alle sorprese dello Spirito. A similitudine di Gesù, anch’Egli chiamato, quando raccolto nel silenzio, ha ascoltato e letto la Parola con la forza dello Spirito Santo e ne ha spiegato in pienezza il significato. Tutto questo è oggi ancora più difficile perché, immersi in una società rumorosa che crea spesso confusione e dispersione interiore, non consente di operare un fecondo discernimento. “Ma, come sappiamo, afferma il Papa, il Regno di Dio viene senza fare rumore e senza attirare l’attenzione, ed è possibile coglierne i germi solo quando, come il profeta Elia, sappiamo entrare nelle profondità del nostro spirito, lasciando che esso sia apra all’impercettibile soffio della brezza divina”.

DISCERNERE, perché così come Gesù, leggendo nella Sinagoga di Nazareth il passo del profeta Isaia, discerne il contenuto della missione per cui è stato inviato, allo stesso modo ognuno di noi può scoprire la sua vocazione soltanto attraverso il discernimento spirituale. Discernimento che avviene attraverso “un processo con cui la persona arriva a compiere, in dialogo con il Signore e in ascolto della voce dello Spirito, le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato della vita”. La vocazione cristiana ha sempre una dimensione profetica. E’ una testimonianza che ci è stata tramandata dalle Sacre Scritture, dove i profeti sono indicati come inviati al popolo per rivolgere, a nome di Dio, parole di conversione, di speranza e di consolazione. “Anche oggi, sono le parole del Papa, abbiamo tanto bisogno del discernimento e della profezia; di superare le tentazioni dell’ideologia e del fatalismo e di scoprire, nella relazione con il Signore, i luoghi, gli strumenti e le situazioni attraverso cui Egli chiama”.

VIVERE, perché la missione è nel presente e la gioia del Vangelo, che ci apre all’incontro con Dio e con i fratelli, non può attendere le nostre lentezze e le nostre pigrizie. “La vocazione è oggi! E ciascuno di noi è chiamato alla vita laicale nel matrimonio, a quella sacerdotale nel ministero ordinato o a quella di speciale consacrazione, per diventare testimone del Signore, qui e ora”. E’ un presente in quanto ancora oggi il Signore continua a chiamare a vivere con Lui, ad andare dietro di Lui in una relazione di speciale vicinanza e a servirlo per farci partecipi della sua missione. “Il Signore, conclude Papa Francesco, continua oggi a chiamare a seguirlo. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per rispondere al nostro generoso “eccomi”, né spaventarci dei nostri limiti e dei nostri peccati, ma accogliere con cuore aperto la voce del Signore. Ascoltarla, discernere la nostra missione personale nella Chiesa e nel mondo, e infine viverla nell’oggi che Dio ci dona”

 

Cosimo Lasorsa

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