L’enciclica dei gesti di Papa Francesco

feb 26th, 2018 | By | Category: Cultura

Mimmo Muolo, vaticanista e vice capo della redazione romana di Avvenire, ha presentato in Arcivescovado, a Taranto, il suo ultimo libro: “L’enciclica dei gesti di papa Francesco”. L’autore ha dialogato con S.E. Mons. Filippo Santoro in un incontro fortemente voluto dal Serra Club. La serata è stata organizzata insieme alla Confraternita della S.S.Addolorata e San Domenico, e alle Associazioni Amic.A , AMMI, AIMC.

Protagonista del libro che scorre come un romanzo, semplice e accattivante, è Papa Francesco: un papa venuto “dalla fine del mondo” che si presentò in Piazza San Pietro, quasi 5 anni fa, (13 marzo 2013) con un semplice, inconsueto “buonasera”.vescovo e Muolo buona

“Fin dall’inizio del suo pontificato – scrive l’autore – questo papa ci ha abituato alle sorprese. Che spesso prendono la forma di gesti tanto innovativi e densi di significato da diventare più eloquenti di cento discorsi”. Un papa che preferisce alle parole i gesti della quotidianità, che si fa vicino a ciascuno guardandolo negli occhi. Un Papa che vive con il Vangelo in mano, passando fra la gente, toccando i malati, gli ultimi, i peccatori, come faceva il Cristo nelle strade di Galilea. Per questo ci sorprende, perché siamo abituati ad ascoltare il Vangelo, non a viverlo. Lui ci mostra come si fa, come si può dare testimonianza della propria fede.copertina

Il racconto si snoda fra un’introduzione ed un epilogo. Al centro quattro categorie di gesti che mettono a fuoco l’architrave del pontificato di papa Francesco: la misericordia di Dio. Sono i gesti della quotidianità, quel ‘Buon pranzo’ con cui si congeda dall’Angelus, le telefonate private con chi gli sta più a cuore, la sua borsa con gli effetti personali che lo accompagna in tutti i viaggi, perfino le sue grosse scarpe nere, parlano di un Papa che vuole essere uno di noi. Poi ci sono i gesti della carità e della misericordia, il cuore del messaggio di questo papa. Al centro il rapporto preferenziale con tutti i poveri, non solo materiali, ma anche in senso spirituale. Immigrati, clochard, carcerati, malati. Li ascolta, li abbraccia, li rende partecipi della bellezza offrendo ora la visita alla Cappella Sistina, ora un concerto, ora uno spettacolo circense. I gesti pastorali ci riportano al significato primigenio di ‘enciclica’, la più alta modalità di un pontefice di esprimere il suo pensiero. I pochi incisivi documenti di Francesco sembrano una tradizione in littera del suo modo di agire. Evangelii Gaudium, Laudato sì, Amoris Laetitia, Misericordiae vultus, Misericordia et misera, narrano la volontà di una Chiesa povera e per i poveri, una Chiesa in uscita vicina al sentire della gente. Da qui grandi azioni pastorali dall’indizione dell’Anno Santo straordinario, al Sinodo della Famiglia, al recupero del Sacramento della Penitenza attraverso l’esempio costante. Francesco è il pastore che si porta dietro l’odore delle pecore e vuole una Chiesa povera, gioiosa, pronta a raggiungere tutte le periferie. Infine i gesti della comunicazione. Papa Francesco è un papa social, è su twitter e su Instagram, si fa i selfie e lascia decine di interviste, ma innanzitutto è un uomo capace di ascoltare.

Mons. Filippo Santoro viene dal Sud America come papa Bergoglio, lo conosce bene, i suoi gesti nei confronti degli immigrati, dei barboni, sono nella stessa linea del Santo Padre, identico l’impegno per la salvaguardia del creato e per la dignità della persona. Questa sua conoscenza e sintonia si è tradotta in un caldo racconto fatto di aneddoti e di riflessioni profonde sullo stile ed i contenuti del magistero del papa. Dal grande tema della famiglia a quello della salvaguardia del creato. Il nostro Arcivescovo è stato coinvolgente ed incisivo, individuando le peculiari caratteristiche di quei ‘gesti’ così ben delineati nel testo.

L’attore Bruno Peluso, ha letto alcuni brani del libro di Muolo, poi commentati dai due illustri ospiti. Una lettura che ha messo in evidenza lo stile umano ed evangelico del pontificato di Papa Francesco, un Papa “che non occupa spazi ma apre processi”, vicino al cuore della gente.

 

Maria Silvestrini

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