Genova Pegli. Esperienze di un Vescovo con i giovani.

mar 24th, 2018 | By | Category: Eventi

Lunedì 12  Febbraio, al meeting del Serra Club di Genova Pegli ha partecipato il Vescovo Emerito della Diocesi di Tortona Mons. Martino Canessa, grande amico del Serra. Ha parlato delle “esperienze di un Vescovo con  i giovani.” Momenti fondamentali per la formazione cristiana dei giovani sono il Catechismo, meglio se svolto da catechiste mamme e la Cresima, che, a suo parere, dovrebbe essere amministrata all’inizio della terza media, superando così il periodo estivo viste le difficoltà a riprendere i collegamenti dopo il catechismo e  la fase delicata di passaggio all’adolescenza con le sue problematiche.  Ha fissato tre punti importanti per la formazione dei giovani:  frequentare la scuola, capire che la vita è un “servizio,” incominciando già da adolescenti a prepararsi  a servire in  famiglia, poi in Parrocchia; avere il senso del  rispetto verso il prossimo, specie verso  genitori e    i più deboli. E’ importante mantenere i contatti con i ragazzi dopo la Cresima, affidando loro qualche servizio, ad esempio: servizio all’altare, letture,  canto, riordino della Chiesa,  raccolta delle offerte. Vi sono  Sacerdoti molto capaci a  rapportarsi con i giovani ed è dovere del Vescovo accompagnarli in questo non facile  compito.  Ha ricordato un Prete della  Diocesi di Tortona che si prese l’impegno di trascorrere molto tempo con i ragazzi, pranzando con loro dopo la scuola, d’accordo con i genitori. Il sabato sera metteva a disposizione la Parrocchia come punto di riferimento.  La cena condivisa consente di incontrare individualmente i ragazzi, favorendo l’amicizia, la possibilità della “riconciliazione” ed eventualmente salvando alcuni da situazioni che possono essere pericolose.  Anche la preghiera vespertina o serale insieme ai giovani rappresenta una opportunità per la loro formazione cristiana.  La  strada  per entrare nella vita dei giovani è  il “Dono di sé” e i giovani apprezzano questo.  Il Vescovo deve sempre  appoggiare, proteggere  e difendere questi Preti “che sono un dono del Signore,” ha sottolineato Mons. Canessa, e ogni  tanto fare loro visita. Molti giovani papà e mamme, che hanno fatto un cammino di formazione e di preghiera, accolti con affetto dal Prete, sanno rendersi disponibili malgrado gli impegni quotidiani  e collaborano con i loro Sacerdoti.  Ai Preti in sintonia con i giovani bisogna affidare la “Pastorale giovanile.” Con questi giovani si possono fare esperienze forti, inserendoli in contesti di vita pratica come nel servizio sociale e nella Pubblica Assistenza, nelle case di Riposo o in visita agli anziani della Parrocchia. Nel periodo adolescenziale,  sarebbe opportuno  anche avviarli a “corsi di affettività”  tenuti da professionisti capaci e cristiani in grado di aiutarli e dare loro giuste risposte in questa fase delicata della vita. Il Vescovo è vicino ai Preti e ai giovani con il proprio sostegno e ha il compito di aiutarli  ad affrontare qualsiasi realtà diocesana dove ambientarsi serenamente. Personalmente, ha detto, si è sempre reso disponibile ad incontrare i giovani, per stimolarli a “vivere bene la vita di Parrocchia, ma senza pretendere di trovare sempre lo stesso ambiente in altri luoghi.“ Una grande risorsa è la Casa Alpina dove i giovani trascorrono insieme un periodo estivo.  Altre risorse sono le Associazioni per il trasporto dei malati in pellegrinaggio e lo scoutismo e anche la scuola. Sono momenti importanti di  formazione e di crescita spirituale,  in cui i giovani imparano veramente a servire e intrecciano rapporti di amicizia al di fuori della Parrocchia.  Qui possono nascere delle vocazioni. Il Vescovo, da parte  sua, deve essere sempre presente per aiutare, proteggere difendere i suoi Preti e seguire i giovani nel loro percorso religioso spirituale.

Lidia Pistarino

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