PAPA FRANCESCO E I GIOVANI: PREPARAZIONE AL SINODO

mar 24th, 2018 | By | Category: Primo Piano

“Siete invitati perché il vostro apporto è indispensabile. Abbiamo bisogno di voi per preparare il Sinodo che a ottobre riunirà i Vescovi sul FAB_2600tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

E’ questo uno dei passaggi importanti del discorso che Papa Francesco ha pronunciato nell’incontro pre-sinodale con i giovani, lunedì 19 marzo, presso il Pontificio Collegio Internazionale “Maria Mater Ecclesiae”.

Un discorso diretto ai giovani giunti da ogni parte dei cinque continenti, accolti festosamente per partecipare alla prima delle riunioni preparatorie del Sinodo di ottobre. Un Sinodo aperto a tutti, anche ai non cristiani, ai non cattolici, ai non credenti, ma fortemente interessati ai tanti problemi dei giovani d’oggi, sempre più avvertiti in ogni parte del mondo.

Saranno davvero tanti gli organismi che risponderanno all’appello del Santo Padre, ad iniziare dalle Conferenze Episcopali e dai Sinodi delle Chiese cattoliche orientali, in modo da dar voce ai tanti giovani cristianamente impegnati in ogni parte del pianeta. A questi si aggiungeranno i giovani provenienti dai seminari, dalle case di formazione alla vita consacrata, dalle associazioni, movimenti e comunità ecclesiali, dal mondo della cultura, dell’arte, della musica, delle Università, del volontariato e dello sport.

Sono stati tanti i temi affrontati da Papa Francesco in questo incontro pre-sinodale. Esaminiamone alcuni.

L’ascolto, con l’invito rivolto ai giovani a parlare con coraggio, ma anche a sapere ascoltare e ad essere ascoltati. “Se parla quello che non mi piace – ha detto il Papa – devo ascoltarlo di più, perché ognuno ha il diritto di essere ascoltato, come ognuno ha il diritto di parlare”. Di qui un richiamo a numerosi episodi biblici in cui Dio ha voluto fare andare avanti la storia con i giovani e ha voluto parlare per mezzo dei più giovani: Samuele, Davide e Daniele. Ad oggi, troppo spesso si parla di giovani senza lasciarsi interpellare da loro, ma questo non è giusto perché i giovani hanno tanta forza per dire le cose e hanno il diritto di essere ascoltati. I giovani troppo spesso sono lasciati soli, ma invece vanno presi sul serio e la Chiesa vuole ascoltare i giovani.

 Il lavoro, con il tasso di disoccupazione giovanile in Italia dai 25 anni in su verso il 35%. Cosa fa un giovane che non trova lavoro, si chiede Papa Francesco? Si ammala, è afflitto da depressione, cade nella dipendenza, si suicida, oppure prende l’aereo e si arruola nell’Isis: almeno ha un senso da vivere e avrà uno stipendio mensile. E questo è un peccato, del quale la società civile è responsabile. Come vivete questo dramma, si chiede ancora Papa Francesco? La verità, è la risposta, è che i giovani troppo spesso sono lasciati soli ! “Ma la verità – sostiene il Santo Padre – è anche il fatto che siete costruttori di cultura, con il vostro stile e la vostra originalità. E’ un allontanamento relativo perché voi siete capaci di costruire una cultura che forse non si vede, ma va avanti”. Questo è lo spazio che la Chiesa vuole per sentire e ascoltare la cultura dei giovani, quella che i giovani stanno costruendo.

La chiamata, con il riconoscimento e la risposta a vivere il nostro discernimento vocazionale. Per Papa Francesco tutti noi abbiamo una chiamata e a ciascuno di noi Dio rivolge personalmente una chiamata. Per i giovani la chiamata di Dio è la stessa che un giorno fece ai primi discepoli: che cosa cercate? “Anch’io – dice Papa Francesco – in questo momento vi rivolgo la domanda a ognuno di voi: Cosa cerchi? Tu cosa cerchi nella tua vita? Di questo abbiamo bisogno: di sentire il vostro cammino nella vita. Cosa cerchi? Vi invita a condividere la ricerca della vita con Lui, a camminare insieme”. Ed è quello che vuole anche la Chiesa, perché la Chiesa non può che condividere con entusiasmo la ricerca della vera gioia dei giovani. Per condividere insieme la gioia di chi ci ha cambiato la vita: Gesù. “I vostri coetanei e i vostri amici – conclude il Santo Padre – anche senza saperlo, aspettano anche loro una chiamata di salvezza”.

Il coraggio, con un rinnovato dinamismo giovanile, uno stimolo a lottare contro ogni egoismo e a costruire un mondo migliore. E’ il coraggio che consente di trovare nuovi cammini e a percorrerli con audacia e fiducia per ringiovanire il volto della Chiesa. Con i giovani, infatti, la Chiesa ritrova una linfa vitale che rigenera continuamente. “Non spaventatevi: osare sentieri nuovi – è il consiglio di Papa Francesco – anche se ciò comporta dei rischi. Un uomo, una donna che non rischia, non matura. Rischiate accompagnati dalla prudenza, dal consiglio, ma andate avanti”. La Chiesa ha bisogno dei giovani come pietra viva per restare giovane. Occorre uscire dalla logica del “si è sempre fatto così” per entrare in un mondo creativo, quello di una cultura nuova per fare un passo avanti ma sempre con le radici, che in questo caso sono i vecchi, i nonni, che hanno questo carisma di portare le radici. Fate sognare i vecchi e questi sogni vi aiuteranno a andare avanti.

“Vi invito allora in questa settimana – conclude Papa Francesco – a esprimervi con franchezza e in tutta libertà, l’ho detto e lo ripeto. Con “faccia tosta”. Siete i protagonisti ed è importante che parliate apertamente. Vi assicuro che il vostro contributo sarà preso sul serio”.

 Cosimo Lasorsa

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