CAMBIA LA PREGHIERA DEL PADRE NOSTRO

nov 21st, 2018 | By | Category: Apertura, Mondo Cattolico

Una importante novità è stata annunciata dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per la recita del Padre Nostro. AFP_AG96B-k77F-835x437@IlSole24Ore-WebLa preghiera più diffusa tra i cristiani è stata, infatti, modificata nella parte “non ci indurre in tentazione”, frutto di una traduzione piuttosto letterale e approssimativa della storica versione “ne nos inducas in tentationem” in un più giusto e corretto “non abbandonarci alla tentazione”. Una modifica già avvenuta in altri Paesi, quali la Francia, dove con l’inizio dell’Avvento e dell’anno liturgico la nuova versione è “non lasciarci entrare nella tentazione” (ne nous laisse pas enter en tentation). Anche la Spagna si è da tempo adeguata alla nuova versione “non lasciarci cadere nella tentazione” (no nos dejes caer en la tentation). Così come anche il Belgio, il Benin e alcuni Paesi dell’America Latina.

Una modifica che Papa Francesco ha fortemente voluto anche in Italia. Già in occasione di una trasmissione su TV 2000, intitolata proprio al Padre Nostro, Papa Francesco aveva tenuto a precisare che “sono io a cadere, non è Lui che mi butta nella tentazione per poi vederci come sono caduto. Un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito”. Una modifica, quindi, già annunciata da Papa Francesco che, anche in altre circostanze, aveva avvertito che la frase “non ci indurre in tentazione” era da correggere perché poteva suonare equivoca. Un’espressione che ha sempre creato perplessità perché non è Dio che ci induce in tentazione, ma Satana. “Può Dio Padre indurci in tentazione? – ha detto Papa Francesco – Può ingannare i suoi figli? Certo che no. Infatti, una traduzione più appropriata è: “non abbandonarci alla tentazione”. A volte le parole, anche se parlano di Dio, tradiscono il suo messaggio d’amore”.

La modifica è frutto di un lungo lavoro, avviato dalla Conferenza Episcopale Italiana con la partecipazione di Vescovi, Teologi e Biblisti, che hanno contribuito alla nuova versione. In effetti, la CEI aveva già approvato il cambiamento nel 2008, quando era stata ufficializzata la nuova traduzione della Bibbia ma, come sappiamo, la Chiesa agisce sempre con cautela nell’apportare varianti alle preghiere, soprattutto quando riguarda le preghiere più conosciute e recitate, tra le quali è appunto il Padre Nostro. E in questo caso si tratta della preghiera più grande, l’unica preghiera che Gesù ci ha insegnato, a noi trasmessa dai Vangeli di Luca e di Marco, che ci consente di rivolgerci a Dio con il nome di Padre. Una modifica piccola, ma importante, che porta però una maggiore ricchezza di significato, perché chiediamo a Dio che resti sempre accanto a noi, sia quando stiamo per entrare in tentazione, sia quando vi siamo già dentro. La nuova traduzione può apparire meno letterale ma rende certamente più rilevante il significato dell’espressione ed è più aderente alla dottrina della Chiesa cattolica.

“Vescovi ed esperti – è riportato nel documento finale della CEI – hanno lavorato al miglioramento del testo sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico, nonché alla messa a punto della presentazione del Messale, che aiuterà non solo a una sua proficua recezione, ma anche a sostenere la pastorale liturgica nel suo insieme”.

Il testo della nuova edizione approvato dalla CEI con il voto unanime dei 200 Vescovi presenti sarà sottoposto alla “confirmation” della Santa Sede per i provvedimenti di competenza, ottenuti i quali entrerà in vigore.

Una preghiera che anche noi saremo chiamati a recitare affidando al nostro Padre l’invocazione a non abbandonarci alla tentazione.

Cosimo Lasorsa

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