Distretto 73. L’impegno del Serra nel costruire comunità missionarie

giu 22nd, 2018 | By | Category: Distretti e Club

serra 9 giugnoIl convegno del Distretto di Puglia e Basilicata si è svolto nel Seminario Regionale di Molfetta, luogo particolarmente caro ai serrani che ogni volta sono affettuosamente accolti dal Rettore, don Gianni Caliandro, e dai seminaristi. Il tema indicato quest’anno dal Governatore Arturo Monaco era centrato sull’ “ECCOMI”, la difficile risposta che i giovani sono chiamati a dare con la loro vocazione sacerdotale. Testimoni ed esempio San Junipero Serra e Don Tonino Bello, due momenti storici profondamente diversi, due personalità lontane, entrambi espressione forte della solidità della vocazione e dello spirito di carità nel servizio alla Chiesa. Con brevi parole il caro Arturo ha ricordato che, ad un anno dalla canonizzazione di San Junipero, ancora la sua figura è sconosciuta ai più. Diventa quindi opportuno, in qualità di serrani, scoprirne le virtù eroiche che ne fanno un testimone della missione.

tavoloDi un francescano come fra Junipero non poteva parlare che un francescano: padre Alessandro Mastromatteo, ministro provinciale dei frati Minori di Puglia e Molise. Miguel José Serra Ferrer, nativo dell’isola di Maiorca in Spagna, entrò diciottenne nell’ordine del poverello d’Assisi, assumendo il nome di fra’ Ginepro (in spagnolo, Junipero) per ricordare uno dei primi compagni del fondatore. Sacerdote a 23 anni nel 1737, si dedicò all’insegnamento della filosofia e della teologia e alla predicazione. A 36 anni partì missionario per il Messico e successivamente, col discepolo Francisco Palóu, raggiunse la Sierra Gorda, dove arrivò a dirigere cinque missioni. Sempre a piedi, «El Gran Caminante» pare abbia percorso circa diecimila chilometri, tutti con una gamba ulcerata. Nessuno prima di lui si è speso tanto per le popolazioni della California: nomi come San Diego, Los Angeles o la stessa San Francisco conservano memoria della missione di padre Serra. A lui è intitolata la vetta più alta delle Santa Lucia Mountains e nella sala del Campidoglio di Washington, il volto della California è quello di San Junípero. Ma è sull’uomo che padre Serra compie i suoi prodigi, portandogli, insieme alla fede, la spinta a costruirsi una vita degna della persona e della famiglia. Quando muore nel Carmelo di Monterey il 28 agosto 1784 (dove sarà sepolto), per tutti quelli che via via ne ricevono la notizia è come aver perduto davvero un padre,ricevendone pure una grande eredità. Papa Francesco lo ha canonizzato il 23 settembre del 2016 a Washington nel corso del suo viaggio negli Stati Uniti indicandolo come modello di una Chiesa non ripiegata su se stessa, ma “in uscita missionaria”. A san Junipero non bastava evangelizzare, voleva costruire comunità coese, povero con i poveri, trasformava il Vangelo in servizio agli altri, offriva l’immagine di una comunità orante e caritatevole.

Testimone dell’ “ECCOMI” a Molfetta, non poteva essere che Lui. Un prete, un parroco, un pastore scomodo. Monsignor Antonio Bello, per tutti “don Tonino” è stato un vescovo dalle scelte forti e coraggiose, ma profondamente innamorato di Gesù e della Chiesa. Sua l’espressione Chiesa del grembiule, a testimoniare il dovere, la bellezza di stare sempre dalla parte degli ultimi, il servizio costante. Sempre sua la plastica immagine di convivialità delle differenze, che definisce lo stile del dialogo, fatto di ascolto e condivisione.

Mons. Cornacchia

Mons. Cornacchia

A parlarne mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta. “I santi ci sorprendono e ci spiazzano perché ci aiutano ad uscire dalla mediocrità”,  ha detto e poi ha ricordato tanti piccoli aneddoti che mettono in evidenza,  del grande vescovo, la radicalità nel donare, l’essere pane spezzato per tutti, l’amare “sine modo”  e fino alla fine. Don Tonino tante volte è entrato in seminario ad indicare ai giovani quanto sia urgente, nel cuore, la risposta alla vocazione, esprimendo tutto l’affetto  per quel Seminario Maggiore che raccoglie speranze e desideri di una vita da svolgere nel ruolo di missionari.

Massimiliano, uno dei seminaristi ha letto una lettera che Don Tonino scrisse a quei ragazzi nel lontano 1990, quando ancora si usciva in passeggiata con la divisa. Una lettera accorata che chiamava alla santità di una missione da vivere in mezzo alla gente, al servizio di tutti, specie dei più poveri.

A conclusione del convegno il Distretto 73, nella persona del tesoriere Michele Ferri, ha voluto consegnare al Rettore una somma a sostegno delle vocazioni, come segno tangibile dell’impegno serrano. Don Gianni Caliandro, nel ringraziare, ha ricordato l’importanza di costruire intorno ai presbiteri una comunità accogliente, capace di amicizia e gioia, per poterne sostenere la vocazione e rifondare costantemente la speranza. Con un’agape fraterna insieme ai seminaristi, in un clima di grande armonia, si è conclusa la giornata. Al nostro Governatore Arturo Monaco e all’incomparabile segretaria Filly Franchino, un grazie affettuoso da tutto il Distretto.

Maria Silvestrini

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